domenica 10 settembre 2017

"Essere Presenza questa è la nostra ultima categoria..."



Verso un nuovo “Movimento Popolare” ?
Il saggio di Allevato e Cerocchi “La Mela e la P 38”
di Ivan Simeone



Papa Francesco, all’Azione Cattolica, ha sollecitato ad un impegno nel politico, una politica con la P maiuscola, la “grande politica”.
Più volte, Papa Bergoglio, nei suoi discorsi e nei documenti esorta ad un impegno dei cattolici nella “cosa pubblica”: “non rimanere alla finestra”, “mettere le mani in pasta”.. una grande esortazione di impegno sociale.
Oggi la presenza reale dei cattolici nell’agone politico è tristemente irrisoria. Tutti i problemi legati alla sfera della bioetica e all’istituzione familiare si sciolgono nel vortice del “politicamente corretto”. Per non parlare dei problemi legati al mondo del lavoro e della sussidiarietà....
Diciamolo chiaramente: i politici autodefinitisi cattolici o portatori di tali valori hanno fallito ! Famiglia, educazione e scuola, Vita nascente, Eutanasia, Corpi sociali, sussidiarietà....zero assoluto; tutto sepolto sotto un magma di parole e convegni finalizzati solo a se stessi.
Per poi non parlare della “Questione Europa”….una totale sconfitta culturale, sociale ed etica.
Con la fine della Democrazia Cristiana, l’epoca dei “Popolari per la Riforma” di Segni e Alberto Michelini, si pensò ad un “impegno diffuso” dei cattolici nei vari raggruppamenti politici ma, alle spalle, vi era una forte indicazione del Magistero di San Giovanni Paolo II, con le Sue Encicliche sociali. Oggi è tutto diverso.
Lo scenario non è certamente dei più entusiasmanti.
I Corpi Sociali, nel concreto, stanno vivendo enormi difficoltà, vedi il problema dei Patronati e dei CAAF; l’attuale riforma delle Camere di Commercio che penalizza solamente la promozione e lo sviluppo economico del territorio, lasciando intatta la forza della burocrazia interna; il caos creato sulle Amministrazioni Provinciali che oggi vivono di una propria rappresentanza autarchica e priva di avvallo democratico diretto…solo alcuni esempi.
Molti cattolici sono presenti nelle file di questo o quel partito, anche negli Enti comunali, ma di fatto non riescono a testimoniare concretamente il loro vissuto e si fanno travolgere dal “politicamente corretto”.
Ecco che si propone il dilemma: cosa fare ?  
Perché molti movimenti ecclesiali, un tempo testimoni nel politico, oggi si sono di fatto assopiti rinchiudendosi in se stessi ? Oggi la presenza nelle scuole e nelle Università è limitata o nulla. Perché non ci si sveglia ?
Abbiamo necessità di nuovi politici autenticamente cristiani, sentiamo la necessità di riprendere nuovi percorsi partendo proprio dall'esperienza dei Cattolici Popolari e del Movimento Popolare senza alcun collateralismo di maniera ma politica che si fa anche testimonianza e presenza attiva.
Nel saggio di Saverio Allevato e Pio Cerocchi, La P38 e la mela”, edito da Itaca Libri, si ripercorrono suggestioni di un impegno di cui oggi si rivede la necessità. Un impegno fatto di condivisione, testimonianza e presenza. Un impegno che nasce principalmente da un’amicizia e da un Incontro. Un impegno tra la gente e per la gente.
La Politica deve tornare a dare una risposta precisa e concreta ai bisogni della gente, una risposta all’Umano !
Una grande responsabilità è proprio in capo a noi laici. Nel numero di Maggio 2017 del mensile “Il Timone”, Aldo Maria Valli ha firmato un interessante report – “L’ora dei laici”- su un seminario svoltosi sul’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, evidenziando il Catechismo della Chiesa Cattolica quando ci dice che proprio a noi laici “spetta illuminare e ordinare tutte le realtà temporali, alle quali essi sono strettamente legati….” Il ruolo attivo dei laici, giusto per precisare, è un concetto proprio del Concilio Vaticano II, ripreso autorevolmente anche dall’insegnamento di San Josemaria Escrivà. In una bella Omelia pronunciata nel Campus dell’Università di Navarra già nel 1967, “Amare il mondo appassionatamente”, l’allora Mons. Escrivà evidenziava come bisogna servire il Signore “nei compiti e attraverso i compiti civili, materiali, temporali della vita umana: in un laboratorio, nella sala operatoria di un ospedale, in caserma, dalla cattedra di un’università, in fabbrica…Dio ci aspetta ogni giorno…
Ecco che la strada è di fatto tracciata, basta solo percorrerla.
Ho ripreso dalla libreria di famiglia un raccolta di interviste e scritti di Don Luigi Giussani, “Un avvenimento di vita cioè una storia”, pubblicata dalla rivista settimanale “Il Sabato” con una prefazione dell’allora cardinale Ratzinger. In un passo Giussani ci dice che “Essere presenza questa è la nostra ultima categoria … Presenza vuol dire un modo diverso di essere dentro una situazione …Essere presenza in una situazione vuol dire esseerci in modo da perturbarla così che, se tu non ci fossi, tutti se ne accorgerebbero … Essere presenza vuol dire essere dentro una situazione rendendo Cristo avvenimento della nostra persona….”

domenica 23 luglio 2017

Centro Alta Diagnostica di Latina: una risorsa per tutta la comunità !


Sosteniamo il Centro di Alta Diagnostica di Latina. 
Un bene per tutta la nostra Comunità !


In questi giorni si susseguono -giustamente- gli interventi a sostegno del Centro di Alta Diagnostica di Latina, eccellenza sociale e della prevenzione sanitaria finanziata dalla Fondazione Roma, grazie al suo Presidente Prof. Emmanuele Emanuele e all' Avvocato Alfredo Loffredo, referente pontino della Fondazione. 
L'intervento ha visto anche l'impegno economico della Provincia di Latina e il supporto amministrativo del Comune di Latina.

Oggi vediamo messo a rischio questa bella realtà, causa un diniego amministrativo della Regione Lazio.
Non entriamo nel merito amministrativo, non è il nostro ruolo, ma dobbiamo evidenziare come questo progetto, nei fatti, sia stato avversato da tempo, quando poi porterebbe su Latina una eccellenza in ambito professionale sanitario e una opportunità di crescita economica per tutta l'area, viste le ricadute riguardo ai servizi e all'accoglienza.

Si auspica che il Comune di Latina con il Sindaco Damiano Coletta, i Parlamentari pontini e le Istituzioni tutte possano collaborare per far sanare i motivi di questo "diniego" regionale. 

Voci (sicuramente maledicenze 😁 ! ) verrebbero potenti lobby romane all'azione per portare il Centro di Alta Diagnostica nella Capitale, scippandolo a Latina....quando poi tutta la struttura è ormai quasi pronta al centro della nostra Città.

La battaglia non è partitica. Non centra nulla destra sinistra o centro; questo o quel colore ideologico. Centra solo il bene per la nostra Città e per la provincia pontina tutta. Non bisogna spostare il problema su posizioni di scontro ideologico....come si direbbe a Roma: "non c'azzecca niente" !!!
Speriamo in un sussulto di orgoglio dei nostri politici e delle nostre Istituzioni !

Ivan Simeone

venerdì 7 luglio 2017

Riappropriarsi della politica...la sfida di Adriano Romualdi.




Riappropriarsi della Politica tra Cultura,
Valori e Corpi Sociali.

La sfida, sempre attuale, di Adriano Romualdi.
Articolo pubblicato sul quotidiano on line "Il Giornale d'Italia"


di Ivan Simeone


Quali sfide culturali a destra ? Quali progetti ? Quali percorsi seguire ?
In questi ultimi mesi si registra un nuovo fermento “movimentista” nel mondo ormai poliedrico della destra, una destra che ancora sta andando in ordine sparso e, ad oggi, appare ai più senza una vera strategia.
Una destra che bisogna ridefinire e riposizionare strategicamente e culturalmente. Un “movimento” di destra che deve riuscire ad affrontare le nuove sfide che oggi questa cultura “liquida” e relativa sta imponendo a tutta la nostra società.
Ma cerchiamo di essere pragmatici.
Oggi stiamo assistendo ad una messa in discussione di tutti quei Valori che sono fondanti per la nostra cultura occidentale. La Famiglia è messa in discussione, la dignità della vita umana è oggi un aspetto sindacabile; si mette in discussione anche la vita di un bambino già nato, portatore di handicap come il caso del piccolo Charlie in Gran Bretagna; caso che “dovrebbe” coinvolgere tutta la nostra Europa; Europa che sembra aver perso la bussola affogando nelle lobby finanziarie internazionali.
Vogliamo poi parlare del Gender e dell’utero in affitto, con tutte le sfide bioetiche ?
Oggi vengono messi in discussione i “Corpi Sociali” intermedi come le organizzazioni datoriali e sindacali. Si vuole un cittadino “nudo” dinanzi al potere politico, mettendo da pare tutto il mondo sociale che fino ad oggi è stato il fondamento della nostra politica e della nostra società. Non sappiamo più cosa sia la concertazione o la sussidiarietà.
Sul piano economico assistiamo ad una continua messa in discussione delle piccole imprese, delle aziende artigiane, delle attività familiari piegate sull’altare della grande multinazionale.
E’ cosa notoria -basta leggere le ultime statistiche- che i finanziamenti alle piccole imprese, anno dopo anno, vengono erogati sempre meno e, al contrario, si sostengono le grandi multinazionali e SPA. Le Province sono in piena “crisi di identità” amministrativa come la concreta penalizzazione delle Camere di Commercio, che erano rimaste l’unico punto di riferimento dell’economia locale e territoriale. Critica la situazione delle Banche di prossimità: le popolari e quelle di credito cooperativo.
Tutto ciò va ben oltre al normale confronto politico destra-sinistra. E’ un confronto duro sui Valori, su un nuovo progetto di vita quotidiana.
I nostri politici eletti, i nostri Parlamentari se ne sono resi conto ? Cosa si sta facendo ?
Dove sta la proposta sociale dei cattolici nel politico ? Dove sta la proposta culturale di “presenza” dei Movimenti cattolici ? Il Santo Padre Francesco più volte ha esortato a “non rimanere in finestra”…ma con quali risultati ?
A monte, anche del variegato “movimento di destra”, manca un vero disegno culturale, una proposta organica. Mancano le riviste, i centri culturali, i think tank. Dove sono finiti gli “operatori culturali” ? Si sono omologati alla “cultura liquida” ?
Nei giorni scorsi ho riletto gli scritti di Adriano Romualdi.
Il suo attivismo militante affiancato da un grande ed approfondito studio. Certamente uomo del suo tempo, ma uomo di azione e di cultura che guardava ad una “grande politica” in un’ottica europea, che ancora oggi ha il suo fascino valoriale e politico.
Una Europa non basata sull’euro ma su una comune identità. Una destra che deve necessariamente “guardare” all’Europa.
Romualdi, ci dice come “il compito della destra, il suo impegno più sacro è quello di restare la coscienza dell’Europa…
Gennaro Malgieri, nella prefazione del saggio “Una cultura per l’Europa” di Adriano Romualdi (ed. Settimo Sigillo), evidenzia come “la scelta europea è innanzitutto un modo di essere. Essa si esplicita nella consapevolezza della decadenza dell’Europa…” Romualdi cerca di “segnare” il passo, illustrando la strada da percorrere.
Collaborò con molte riviste tra cui il quotidiano “Giornale d’Italia”. Da queste colonne cercò di lanciare la sua proposta metapolitica. Studioso della “rivoluzione conservatrice” e discepolo di Evola, guardava ad una Europa unita culturalmente ed economicamente, che potesse fare da baluardo all’Est come all’Ovest. Oggi si stanno riproponendo, se pur con tutte le differenze dei tempi, alcune dinamiche similari.
Ecco che bisogna “riappropriarsi della politica”, nella sua eccezione più ampia del termine. Sempre Malgieri evidenzia come “Ai nuovi soggetti è dato di ricomporre i frammenti del sociale nel segno dell’egemonia politica e per una nuova politica dei valori…”
Parafrasando un Santo Spagnolo potremmo azzardare e dire che questa crisi che stiamo vivendo è certamente una crisi di Valori, ma anche una crisi di leader.

Ivansimeone.blogspot.com

Bibliografia:

§  “Adriano Romualdi: l’uomo, l’opera e il suo tempo” -  di Rodolfo Sideri, (Ed. Settimo Sigillo)
§  “Adriano Romualdi conservatore rivoluzionario” – Atti del convegno di Forlì 1983 (Ed. Eclettica)
§  “Una cultura per l’Europa” – Adriano Romualdi (Ed. Settimo Sigillo)
§  “Il Fascismo come fenomeno europeo” – Adriano Romualdi (Ed. Settimo Sigillo)

giovedì 29 giugno 2017

Il Rotary. etica professionale, servizio e amicizia.



Professioni & Lavoro


Il Rotary: etica professionale, servizio e amicizia.
Diamo un “senso” al nostro lavoro !
Articolo pubblicato sul numero di Luglio 2017, su "La Ruota", magazine del Rotary Club Latina.


di Ivan Simeone*
blog: ivansimeone.blogspot.com


Nei giorni scorsi, “girovagando” nel variegato mondo del web, mi sono imbattuto in alcuni articoli e riflessioni sull’etica rotariana e sull’importanza dell’azione professionale. Il mio pensiero ha cominciato ha mettere insieme tanti pezzetti di idee, fino a comporre un bel puzzle sul senso del nostro lavoro quotidiano.
Molto spesso, forse troppo, rischiamo di non andare a fondo delle cose e, anche noi rotariani, rischiamo di impantanarci in alcuni stereotipi di comportamento.
Etica: se sfogliamo il GDE UTET, troviamo diverse pagine ma, sintetizzando, possiamo definire Etica la filosofia dell’azione volontaria in quanto soggetta alla legge assoluta del dovere.
Scorrendo le pagine ci imbattiamo dal pensiero di Socrate a nostri Rosmini, Gioberti, Croce e Gentile. Di Giovanni Gentile ho ritrovato tra i miei scaffali un saggio letto un po’ d’anni fa: “Genesi e struttura della società” (edito da Sansoni nel 1975) e alle prime pagine Gentile ci parla proprio di Etica … “C’è una voce dentro all’anima dell’uomo che non tace mai, e lo sprona a non ristare, ad andare avanti: dove ? Verso se stesso: verso quello che egli deve essere”.
Jozef Tischner, filosofo polacco, nel saggio “Etica della solidarietà e del lavoro”, che regalai al mio Consiglio Direttivo, ci rammenta che “ il lavoro è la forma fondamentale di comprensione fra uomo e uomo. Il lavoro non può dividere gli uomini, ma deve unirli tra loro. Il lavoro che divide non è che un’apparenza di lavoro. Il lavoro apparente è quel lavoro che rimane in disaccordo con le esigenze della verità”…..e così avanti.
Il Rotary, è bene ricordarcelo sempre, è innanzitutto amicizia e condivisione, anche professionale e siamo chiamati a svolgere una attività etica nel nostro quotidiano come negli affari.
Quando parliamo di “azione professionale”, dobbiamo porla in stretta sinergia con il concetto di “servire”; il mettere a disposizione le nostre professionalità ed i nostri ruoli per far crescere chi sta intorno a noi, la nostra comunità, i nostri colleghi come il nostro staff, partecipando a progetti internazionali ma anche soltanto guardando in modo diverso e propositivo chi ci sta vicino. E’ un dovere per noi rotariani.
Tutto ruota intorno alle prove delle quattro domande (che dovremmo riproporre più spesso); ovvero ciò che penso, dico o faccio risponde a verità ? E’ giusto per tutti gli interessati ? Promuoverà la buona volontà e migliori rapporti d’amicizia ? Sarà vantaggioso per tutti gli interessati ?
L’integrità etica è un impegno ed un obiettivo allo stesso momento; una strada da percorrere. La nostra “mitica” Signora Bianca, da molti conosciuta nella nostra grande famiglia rotariana, mi ha regalato, tempo addietro, il manifesto etico dei professionisti rotariani, oggi meglio conosciuto come “Codice deontologico del Rotary”. Un vero quadro di comportamento etico cui tutti noi rotariani dovremmo attenerci; purtroppo il condizionale è d’obbligo.
I rotariani, notoriamente,  rappresentano uno spaccato della leadership della comunità locale, e devono concretamente operare per migliorare se stessi e la società.
E’ questo il compito del Rotary che lo distingue dalle altre realtà di service, ma come?
Creando una interazione professionale tra i rotariani, mettere a disposizione le proprie competenze al servizio della collettività, agire professionalmente con integrità, aiutare i giovani all’inserimento lavorativo, sostenere la crescita professionale personale e di chi ci sta intorno.
Il senso del Club è lo stare insieme in una amicizia. Luigi Giussani, uno dei miei Maestri, nel saggio “L’io, il potere, le opere”, edito da Marietti, evidenzia “come non si può nascere da soli e come non si può vivere da soli, così non si può rispondere al proprio bisogno se non in una compagnia, se non con l’aiuto di una compagnia. Da soli  nessun bisogno può essere affrontato con quella sistematicità che l’organicità della nostra vita esige”. Ovviamente Giussani rivolgeva lo sguardo al senso dello stare insieme in un “movimento”, ma il senso ultimo è il medesimo. E’ insito nell’essere umano il riunirsi insieme. Il Club è uno “stare insieme” per fare, mettere in sinergia le proprie professionalità, il proprio essere uomini di affari con il bene comune. Ecco che dobbiamo dare un senso al nostro lavoro, da rotariani.
Desidero concludere queste riflessioni, con un passaggio di Charles Péguy, uno dei miei autori di riferimento che, nel saggio “Il denaro”, evidenzia come “…non si trattava di essere visti o di non essere visti. Era il lavoro in sé che doveva essere ben fatto”.


*Ivan Simeone, Past President RC Latina ed attuale Vice Presidente.
Direttore provinciale della “Confartigianato Imprese Latina”.

mercoledì 14 giugno 2017

Latina: il Sindaco Coletta "cambia" nome al Parco Arnaldo Mussolini.....

Una breve nota

Il Sindaco di Latina, Damiano Coletta, ha deciso "motu proprio" di cambiare il nome del Parco di Latina"Arnaldo Mussolini".  
Questo atto è una azione squisitamente ideologica e strattona l'esperienza di "Latina Bene Comune" LBC, il movimento del Sindaco Coletta, da esperienza civica (e quindi condivisibile dai più) a espressione di una fazione ideologica della sinistra "Extra PD". 
Tutto ciò è utile per "il bene comune" di Latina ? Perchè lo ha fatto ? Chi gli ha consigliato questa iniziativa prettamente ideologica che riscia di spaccare la comunità cittadina ?
Oggi abbiamo necessità di una nuova politica che "includa" e che faccia sintesi e non divisioni!

Ivan Simeone

sabato 27 maggio 2017

"Essere Associazione"...Confartigianato !

Leggendo & rileggendo...

Confartigianato
dalle origini al consolidamento democratico...
 .

Vi è chi il Sabato lo dedica allo sport o al cinema, vi è chi si immerge nel giadinaggio o chi, come me, cerca di "sfogliare" qualche buon libro, cosa ormai assai rara da farsi durante la settimana, avvolti nella corsa frenetica dell'inseguire i problemi del momento.
Oggi ho terminato di leggere il saggio di Anna Pina Paladini, (Edizioni Guerini e Associati) ricercatrice dell'Università del Salento, sulle origini della Confartigianato, la mia Associazione ...ma forse anche un pò più di una semplice Associazione di categoria o di un "luogo di lavoro".
Impegnarsi quotidianamente in una grande "rete" di imprenditori, impegnarsi per dare risposte "sociali" (termine ormai desueto) alle tante famiglie che si rivolgono ai nostri Enti quali il Patronato, CAAF, sindacato pensionati...cercare tra mille difficoltà di dare risposte a quanti, piccoli imprenditori, devono sbattere la testa con le banche o con la burocrazia imperante, credetemi, è qualche cosa di più di "un lavoro"; è un essere partecipe di una comunità operativa, un qualche cosa che ti assorbe e sei felice di essere assorbito da questo "fare sociale". 
Confartigianato per me è anche un luogo "affettivo" ricordando Lucido Gubitosi di Benevento, mio zio, colui che di fatto fondò il Patronato INAPA in quella bella Città del Sannio e fu lui a farmi conoscere il mondo della Confartigianato che oggi vivo quotidianamente, all'epoca Vice Presidente nazionale dell'ANAP.
Il saggio della Paladini dovrebbero leggerlo tutti i Quadri e coloro che hanno responsabilità in un contesto associativo, poichè non solo ripercorre storicamente i momenti salienti che hanno visto crescere Confartigianato e radicarsi, ma si legge tra le righe anche il senso ultimo del fare "rappresentanza degli interessi".
Certamente tutti noi che lavoriamo nelle associazioni territoriali, provinciali, guardiamo con attenzione al dare risposte (o provarci !) ai nostri associati, alle nostre imprese, in termini di servizi, ma vi è molto di più e, probabilmente, è proprio quel di più che deve far muovere il senso di appartenenza. 
Far parte di una Associazione è l'essere un piccolo mattone (piccolo ma essenziale come lo sono tutti i mattoni di una qualsiesi costruzione) parte di un grande Organizzazione che porta avanti le istanze delle nostre aziende artigiane, delle nostre imprese e PMI associate. 
Dobbiamo riprendere a "guardare in alto" e dobbiamo rafforzare sempre più il gusto dell'impegno politico-sindacale partendo proprio dalle associazioni provinciali, dalle nostre Organizzazioni regionali. Tutti noi abbiamo una" responsabilità di rappresentanza" che non può mai assopirsi e non può (e non deve !) passare in second'ordine rispetto al mondo dei servizi.
Spesso sentiamo dirci: perchè mi devo associare ? Cosa mi da l'Associazione ? 
Certamente i servizi, il credito agevolato, i confidi, l'accompagnare per mano l'azienda nei meandri dei tanti problemi quotidiani, ma non dimentichiamoci mai che l'Associazione è quello strumento per dare forza alla tua Azienda, alle tante Aziende artigiane e non, alle imprese familiari, alle nostre PMI dialogando con le Istituzioni a tutti i livelli e, sopratutto, cercare di dare forza ad una "rete amicale" di uomini e donne che "fanno" e che producono quotidianamente per se e per i propri collaboratori.
Le Casse Mutue (oggi SANARTI), l'Artigiancassa, le leggi sull'artigianato come quelle sulla piccola impresa, le leggi sull'apprendistato...sono state possibili solo grazie al lavoro della rappresentanza delle Associazioni, veri "corpi intermedi" che oggi si cerca di mettere costantemente in difficoltà ma che ci sono e ci saranno, piaccia o non piaccia.
Buona lettura.