venerdì 20 aprile 2018

"Diario Pontino": una pubblicazione di riferimento per il nostro territorio....

Il "Diario Pontino" valido strumento di riflessione 
per la nostra comunità reale !
Nuova importante e bella iniziativa di Alberto Reggiani.


Bravi ! Complimenti !
Ho avuto modo di leggere il nuovo numero del "Diario Pontino", il mensile voluto e diretto da Alberto Reggiani, valido strumento di riflessione che interpreta la comunità reale del nostro territorio; comunità che oggi sta vivendo momenti di garnde confusione sia sotto l'aspetto economico (vedi tutta la questione della Camera di Commercio Latina-Frosinone e la crisi delle nostre imprese locali e famiglie), sia sotto l'aspetto politico e prettamente sociale.
Nel numero di Aprile del mensile, vi è una fotografia della realtà pontina con un focus sulla nostra Città che ci offre una ventata di radici culturali ed urbanistiche che, forzatamente, oggi vi è chi vuole sottacere o cercano di annullare fittiziamente.
Latina necessità di nuove voci di confronto culturale e sociale. Il confronto (vero) fa crescere; il penssiero unico radical-schic (ormai datato anni 70) porta ad un distacco tra la comunità reale e chi non riesce ad interpretare il comune sentire del territorio, parlando una lingua incomprensibile ai più.
Latina ha oggi molte positività imptrenditoriali, culturali, positività sociali e "buone pratiche" che devono essere messe in rete e guardare propositivamente non solo "al domani", ma alla prassi quotidiana. Solo facendo sinergia, solo "connettendo" le tante "agenzie" economiche, politiche, educative, associative locali si può sperare (e si deve!) ripartire alla grande. Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli.
Buon lavoro agli amici del "Diario Pontino".

venerdì 6 aprile 2018

Scoprire e vivere il Rotary ....


“Alle fonti del Rotary”
Il Rotary in 367 pagine.

Cosa è il Rotary ? Come opera ? Quale vision persegue ?Chi è il rotariano ?
Sono queste le maggiori domande che quotidianamente ci pongono.
Le risposte sono puntuali e precise, anche supportate dai numerosi strumenti come i siti web o le pubblicazioni internazionali, distrettuali o di Club.
Oggi abbiamo un valido e fondamentale strumento in più: “Alle fonti del Rotary”, un vero dizionario enciclopedico rotariano, ad opera di Renzo Bianchi, socio del Club “Torino Nord Ovest” che ha raccolto non solo tutto “il mondo Rotary” in 367 pagine, ma ha anche approfondito numerose tematiche che segnano il passo al nostro “essere rotariani”, citando, in un paio di passaggi, anche l’insegnamento di Benedetto XVI.

Molto spesso ci troviamo travolti dalla routine e non sempre riusciamo a tener ben presente l’obiettivo finale del nostro lavoro; vi è il rischio di “limitarci” nel proprio Club di appartenenza se non “guardiamo fuori” e se non ci lasciamo appassionare e “travolgere”.

Ho avuto modo di approfondire questo testo e, pagina dopo pagina, mi sono sempre più incuneato nella grande famiglia rotary.
Numerose le sfumature valoriali, in particolare quando Renzo Bianchi approfondisce tematiche come l’ Amicizia, il Codice deontologico rotariano, l’impegno per la cultura e per la formazione, il concetto di leadership, l’importanza di “fare opinione”, i rapporti del Rotary con il nostro tempo, l’importanza di un Rotary vissuto e che sappia fare sintesi tra il Rotary “scritto” e quello “praticato”…il tutto guardando al senso del “servizio” e allo “stile rotariano” che deve essere innato in tutti noi.

Parlare di Amicizia ci porta alle riflessioni di Paul Harris che definiva l’ Amicizia la roccia sulla quale è stato costruito il Rotary e Bianchi evidenzia come non si tratti di amicizia personale ma “del collante che motiva l’appartenenza di tutti i soci ad uno stesso club, quella che ci fa salutare con gioviale rispetto un rotariano riconosciuto dalla rotellina in una qualsiasi parte del mondo, che ci rassicura di avere un amico qualificato in ogni settore di attività ovunque vi sia un club.” Già qui si apre un mondo intero !

Altro punto essenziale, che dovrebbe a mio avviso essere sempre riproposto, è quello che oggi viene definito “Rotarian Code of Conduct”, il codice deontologico cui tutti i rotariani sono chiamati a seguire e che è strettamente posto in relazione alle famose quattro domande, quando si chiede al rotariano un comportamento eticamente responsabile nel quotidiano e nella propria vita professionale, ciò poi ci riconduce al concetto di “stile rotariano”, quando Renzo Bianchi, autore del Dizionario, ci evidenzia che “il rotariano deve essere riconoscibile. Il suo patrimonio morale è guidato dall’integrità e dalla lealtà…”, per poi arrivare al “Nuovo Umanesimo” che, richiamandosi alla “Caritas in Veritate” di Benedetto XVI, vuole il Rotary in cammino affinchè “l’uomo riprenda il dominio sulla tecnica e affronti con visione coerentemente umana i problemi di convivenza dei popoli e di protezione del pianeta”.

Il Dizionario è poi ricco di approfondimenti sulla prassi quotidiana delle attività, una “fotografia” del Manuale di Procedura, interessanti cenni sulle strutture dei vari Distretti e Paesi. Uno strumento valido per tutti i dirigenti ma che dovrebbe essere letto da tutti i soci, specialmente i più giovani ma chi ha diversi anni di impegno rotariano dovrebbe sempre porsi in un atteggiamento di discente.

Molti sono gli spunti per approfondimenti; molte le sollecitazioni offerte da Renzo Bianchi che ci fa entusiasmare del nostro Rotary.

Latina 6 aprile 2018
Ivan Simeone

mercoledì 14 marzo 2018

Ivan Simeone (Confartigianato): Oltre 4.000 posti di lavoro persi nelle PMI locali nel silenzio più totale !



“Non possiamo più stare alla finestra……”

Riflessione di Ivan Simeone, Direttore provinciale di Confartigianato Imprese, a margine dell’incontro di Venerdì 16 marzo prossimo, all’Hotel Europa di Latina, organizzato dal Forum 015, Associazioni economiche che si riferiscono al magistero sociale della Chiesa.

 

“Questa iniziativa delle Associazioni economiche aderenti al Forum 015, ha una forte valenza politico-economica per il nostro territorio; nell’accezione vera del termine, lasciando da parte ogni tipo di aspetti partitici e/o di schieramenti. Politica economica che non può fare a meno di concetti come il bene comune. Politica come vocazione altissima, una delle forme più preziose della carità, come Papa Francesco ci insegna.

Si sa bene che la situazione generale del nostro territorio non è delle più felici, al di là delle percentuali e delle statistiche del momento, dello 0,1% in più o in meno….
La percezione generale è di una profonda difficoltà che oggi viene attutita grazie alla rete familiare che riesce, tra mille difficoltà, ad attutire i colpi che giornalmente si ricevono da una economia che penalizza il lavoro dei nostri giovani come le piccole imprese che, sino ad oggi, hanno rappresentato il 90% della produzione locale.

Se guardiamo i dati (Fonte uff. studi Confartigianato) vediamo che le microimprese fino a 10 addetto, nel 2017 erano 35.047, pari al 96,1%, contro le 35.463 del 2015: in soli due anni si sono chiuse ben 416 microimprese .

Se contiamo le Aziende fino a 50 dipendenti (Piccole Imprese), nel 2015 erano 36.885, nel 2017 sono scese a 36.367 (518 Aziende) con una perdita di 4.283 occupati senza che nessuno abbia mai detto nulla. E la politica dove sta ?

Solo guardando i numeri dell’artigianato, in provincia di Latina, ci rendiamo conto di una mancanza di progettualità politico-economica del settore.
Nel 2015 le imprese artigiane iscritte alla CCIAA erano ben 9.233 (pari al 16,1% del totale delle aziende locali), mentre nel 2017 sono scese a 8.963 (15,5%) con un saldo negativo di    -270 imprese.
Solo nel comparto artigiano, in soli due anni, si sono persi 2.045 posti di lavoro, il chè significa che 2.045 persone sono andate a casa senza più reddito e dietro ai freddi numeri ci sono famiglie con i loro impegni economici, figli e tutta una vita che va in crisi, nel silenzio più totale.

Ecco che accendere i riflettori sull’importanza delle piccole imprese locali, delle aziende artigiane, delle microimprese familiari è ormai divenuto un aspetto essenziale per la nostra economia locale come per la nostra comunità. E’ un problema che lega indissolubilmente imprenditori, lavoratori, famiglie, politica locale e società tutta. E’ su questo terreno che noi dobbiamo scendere nell’azione sociale e politica; come dice Papa Francesco non possiamo più stare alla finestra e guardare ma dobbiamo avere il coraggio di portare un concreto contributo di cambiamento, lì dove siamo chiamati ad essere quotidianamente.”

domenica 18 febbraio 2018

Ivan Simeone (Confartigianato) ...verso il voto del 4 marzo...



Charles Peguy: “In questo onore esemplare del mestiere
si riassumevano tutti i sentimenti più nobili e più alti.
Una dignità. Una fierezza…..”

Dare forza al “Valore Artigiano”, Small Busines Act e alla micro piccola impresa che è il 99,4% del tessuto produttivo del Paese.

di Ivan Simeone
direttore
Confartigianato Imprese Latina

Mai come in questi giorni siamo “sommersi” da sollecitazioni elettorali. Molti gli amici, di diversi schieramenti,  che si presentano e che chiedono un legittimo consenso.
Il 4 marzo prossimo siamo chiamati alle urne e una riflessione è ormai d’obbligo.
Come votare ? Chi votare ? Permettetemi una riflessione personale.
Il quadro è molto confuso, lo sappiamo bene, come molti sono i problemi che sono rimasti irrisolti e che oggi vengono “rilanciati” sul tavolo del confronto pre-elettorale. Certamente, come dice Papa Francesco, “non si può rimanere alla finestra” ma bisogna portare il proprio contributo, oggi più che mai.

Confartigianato, nel suo documento nazionale “Per tornare a crescere”, (vedi www.confartigianato.it) che condividiamo, sottolinea giustamente lì importanza di porre al centro del confronto  il “valore artigiano”, ovvero “quell’insieme di valori storici, tutt’oggi attuali, ai quali ci ispiriamo, che ci consentono di rappresentare gli interessi generali del ceto medio produttivo e di intere comunità e società locali nel difficile percorso per affrontare  in modo solidale le sfide della modernità….”

Tecnicamente le proposte sono legate alla valorizzazione della micro e piccola impresa che oggi rappresenta il 99,4% dell’intero tessuto produttivo del nostro Paese, la nostra vera forza, all’attuazione delle importanti intuizioni proprie dello Small Business Act che si sono poi tradotte nello “Statuto delle Imprese” rimasto lettera morta…il superamento della legge quadro sull’artigianato e di una legge per la regolamentazione della rappresentanza che possa evidenziare chi persegue interessi collettivi vasti, come la Confartigianato, e chi invece persegue altre finalità, valorizzando il principio dei corpi sociali intermedi che sono il valore del nostro tessuto economico e sociale. Le nostre imprese necessitano di una concreta riduzione della pressione fiscale e una semplificazione del sistema tributario.
Sul credito il leitmotiv è sempre lo stesso (e sempre inascoltato !) : più attenzione al sostegno creditizio (reale!) da parte delle banche alle piccole attività d’impresa. Oggi si finanziano solo le grandi aziende e i piccoli vengono trattati come “figli di un Dio minore” ! Le statistiche sono chiare. Sarebbe opportuno che si creasse un “soggetto finanziario pubblico appositamente dedicato alle micro e piccole imprese”.

Sul piano locale un invito: la politica, i politici –una volta eletti- promuovano realmente il nostro territorio e stiano vicini propositivamente al mondo della rappresentanza d’impresa locale. Politica e Categorie, solo insieme, con una azione politica veramente sinergica e non legata all’apparenza, possono far tornare a crescere il nostro territorio pontino.

Famiglia, Artigianato, Piccole attività d’impresa, educazione, terzo settore devono essere le priorità….e come ci rammenta l’Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, (vedi www.tempi.it)  ragionando sulla nostra Casa occidentale, sottolinea che “non è più questione di restaurare un edificio gravemente leso. E’ un nuovo edificio ciò di cui abbiamo bisogno…” e come ci insegna Peguy dobbiamo rimboccarci le maniche ed operare con serietà e professionalità.
Buon voto a tutti !

venerdì 16 febbraio 2018

Ivan Simeone (Confartigianato): verso quale "nuovo sociale" ?



Sussidiarietà, Professionalità ed Efficenza
le parole d’ordine del “Nuovo Sociale” !

di Ivan Simeone*

Articolo pubblicato sul Notes 2018 "Confartigianato ed il Terzo Settore"

Sussidiarietà, professionalità ed efficienza sono le parole d’ordine del “nuovo sociale”. Dinanzi al momento di profonda difficoltà del welfare, bisogna agire con determinazione politica per dare forza ad una nuova vision del welfare, puntando certamente ad una risposta concreta alle Famiglie del territorio, cercando di soddisfare le loro esigenze, ma coniugando le stesse con una azione professionale ed economicamente efficace.

Ruolo centrale lo hanno i “corpi sociali intermedi”; ovvero le Associazioni, i sindacati con i propri Enti di servizio, i Movimenti ma guardando ad una economicità di sistema e ad una azione efficace ed efficiente, coniugando costi e ricavi che non possono più essere lasciati in un angolo, in omaggio al fatto che le perdite vengono colmate dalle Istituzioni. Il “mondo sociale” sta cambiando molto velocemente e noi dobbiamo –ci piaccia o no- essere al passo con i cambiamenti. Bisogna dare forza e vigore a quello che il Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Roma, identifica come “welfare civile”, motore del “terzo pilastro” e ben espresso nel Suo saggio “Il terzo pilastro. Il non profit motore del nuovo welfare”.

La Sussidiarietà vera, operativa ed “applicata” nel contesto socaile ed economico, è il primo elemento essenziale per un valido impegno sociale dell’oggi e che guarda all’immediato domani .
Tutti parlano di Sussidiarietà; i seminari si susseguono ma poi non viene quasi mai applicata correttamente.
Per avere un riferimento preciso, suggerisco di andare a leggere le pagine del Compendio della Dottrina Sociale, un vero manuale sociale che –al di là delle personali convinzioni religiose- dovrebbe essere punto di riferimento per tutti gli operatori del sociale e del “terzo settore”.
La Sussidiarietà è sancita nell’ordinamento europeo come punto essenziale nei rapporti tra lo Stato e la società. Il Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992) dichiara che il principio di sussidiarietà é la direttrice fondamentale che guida il processo di formazione dell'Unione Europea.

Oggi il principio di sussidiarietà è entrato a far parte dell’ ordinamento giuridico attraverso il diritto comunitario, onde essere poi implementato in forme sempre più estensive sino al punto di essere direttamente incorporato nella Costituzione italiana con l’articolo 118.

Ma cosa è realmente la “sussidiarietà” ?Tutte le società di ordine superiore (es. lo Stato) devono porsi in atteggiamento di aiuto (quindi di sostegno, promozione e sviluppo) rispetto alle minori (la Famiglia, gli Ordini professionali, i Sindacati…)”….

Giorgio Vittadini, docente all’Università Bicocca di Milano e Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, nel saggio “La sfida del cambiamento” (ed. BUR) ha evidenziato come la crisi del welfare così come lo abbiamo conosciuto negli anni passati, “non è solo una crisi di risorse, ma è soprattutto una crisi di concezione che, invece di sostenere la socialità, l’ha indebolita”…
Non dobbiamo dimenticarci che una miriade realtà di base (cooperative, banche rurali e popolari, mutue, società assistenziali…) nel passato hanno creato il nostro Paese “dal basso” –come evidenzia Vittadini- creando una ricca welfare society che ha preceduto il welfare state; oggi –con le dovute variazioni sul tema- bisogna ridare forza ad una politica sussidiaria che vede una sintesi tra Stato, mercato e terzo settore. Il primo attore è proprio “la Famiglia” anche con la propria funzione di “mediazione sociale”.

Professionalità ed Efficienza sono glia altri aspetti essenziali per una efficace azione del nuovo sociale. Bisogna riuscire a “far quadrare i conti” ragionando in una nuova ottica d’azione, guardando all’assistito andando oltre all’ottica passiva ed elusivamente assistenzialistica.
Abbiamo necessità di operatori sociali altamente professionalizzati ma anche pronti a mettersi in discussione senza rimanere ancorati a sterili modelli lavorativi del passato; modelli destinati a scomparire a brevissimo periodo.

Bisogna essere pronti a dare sempre nuove risposte a sempre nuove esigenze che il mercato ci pone. Bisogna dare risposte sempre efficaci ai bisogni della gente….ai bisogni dell’Umano.
Chi lo comprende avrà futuro. Chi rimane ancorato al passato è out !




Riferimenti

§  Compendio DSC libreria Editrice Vaticana
§  La Dottrina Sociale della Chiesa – J.M.I. Langlois – Ed. Ares Milano
§  La sfida del cambiamento – Vittadini – Ed BUR


*Ivan Simeone, Direttore provinciale della “Confartigianato Imprese Latina” e membro del CdA del Patronato INAPA nazionale.