domenica 18 febbraio 2018

Ivan Simeone (Confartigianato) ...verso il voto del 4 marzo...



Charles Peguy: “In questo onore esemplare del mestiere
si riassumevano tutti i sentimenti più nobili e più alti.
Una dignità. Una fierezza…..”

Dare forza al “Valore Artigiano”, Small Busines Act e alla micro piccola impresa che è il 99,4% del tessuto produttivo del Paese.

di Ivan Simeone
direttore
Confartigianato Imprese Latina

Mai come in questi giorni siamo “sommersi” da sollecitazioni elettorali. Molti gli amici, di diversi schieramenti,  che si presentano e che chiedono un legittimo consenso.
Il 4 marzo prossimo siamo chiamati alle urne e una riflessione è ormai d’obbligo.
Come votare ? Chi votare ? Permettetemi una riflessione personale.
Il quadro è molto confuso, lo sappiamo bene, come molti sono i problemi che sono rimasti irrisolti e che oggi vengono “rilanciati” sul tavolo del confronto pre-elettorale. Certamente, come dice Papa Francesco, “non si può rimanere alla finestra” ma bisogna portare il proprio contributo, oggi più che mai.

Confartigianato, nel suo documento nazionale “Per tornare a crescere”, (vedi www.confartigianato.it) che condividiamo, sottolinea giustamente lì importanza di porre al centro del confronto  il “valore artigiano”, ovvero “quell’insieme di valori storici, tutt’oggi attuali, ai quali ci ispiriamo, che ci consentono di rappresentare gli interessi generali del ceto medio produttivo e di intere comunità e società locali nel difficile percorso per affrontare  in modo solidale le sfide della modernità….”

Tecnicamente le proposte sono legate alla valorizzazione della micro e piccola impresa che oggi rappresenta il 99,4% dell’intero tessuto produttivo del nostro Paese, la nostra vera forza, all’attuazione delle importanti intuizioni proprie dello Small Business Act che si sono poi tradotte nello “Statuto delle Imprese” rimasto lettera morta…il superamento della legge quadro sull’artigianato e di una legge per la regolamentazione della rappresentanza che possa evidenziare chi persegue interessi collettivi vasti, come la Confartigianato, e chi invece persegue altre finalità, valorizzando il principio dei corpi sociali intermedi che sono il valore del nostro tessuto economico e sociale. Le nostre imprese necessitano di una concreta riduzione della pressione fiscale e una semplificazione del sistema tributario.
Sul credito il leitmotiv è sempre lo stesso (e sempre inascoltato !) : più attenzione al sostegno creditizio (reale!) da parte delle banche alle piccole attività d’impresa. Oggi si finanziano solo le grandi aziende e i piccoli vengono trattati come “figli di un Dio minore” ! Le statistiche sono chiare. Sarebbe opportuno che si creasse un “soggetto finanziario pubblico appositamente dedicato alle micro e piccole imprese”.

Sul piano locale un invito: la politica, i politici –una volta eletti- promuovano realmente il nostro territorio e stiano vicini propositivamente al mondo della rappresentanza d’impresa locale. Politica e Categorie, solo insieme, con una azione politica veramente sinergica e non legata all’apparenza, possono far tornare a crescere il nostro territorio pontino.

Famiglia, Artigianato, Piccole attività d’impresa, educazione, terzo settore devono essere le priorità….e come ci rammenta l’Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, (vedi www.tempi.it)  ragionando sulla nostra Casa occidentale, sottolinea che “non è più questione di restaurare un edificio gravemente leso. E’ un nuovo edificio ciò di cui abbiamo bisogno…” e come ci insegna Peguy dobbiamo rimboccarci le maniche ed operare con serietà e professionalità.
Buon voto a tutti !

venerdì 16 febbraio 2018

Ivan Simeone (Confartigianato): verso quale "nuovo sociale" ?



Sussidiarietà, Professionalità ed Efficenza
le parole d’ordine del “Nuovo Sociale” !

di Ivan Simeone*

Articolo pubblicato sul Notes 2018 "Confartigianato ed il Terzo Settore"

Sussidiarietà, professionalità ed efficienza sono le parole d’ordine del “nuovo sociale”. Dinanzi al momento di profonda difficoltà del welfare, bisogna agire con determinazione politica per dare forza ad una nuova vision del welfare, puntando certamente ad una risposta concreta alle Famiglie del territorio, cercando di soddisfare le loro esigenze, ma coniugando le stesse con una azione professionale ed economicamente efficace.

Ruolo centrale lo hanno i “corpi sociali intermedi”; ovvero le Associazioni, i sindacati con i propri Enti di servizio, i Movimenti ma guardando ad una economicità di sistema e ad una azione efficace ed efficiente, coniugando costi e ricavi che non possono più essere lasciati in un angolo, in omaggio al fatto che le perdite vengono colmate dalle Istituzioni. Il “mondo sociale” sta cambiando molto velocemente e noi dobbiamo –ci piaccia o no- essere al passo con i cambiamenti. Bisogna dare forza e vigore a quello che il Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Roma, identifica come “welfare civile”, motore del “terzo pilastro” e ben espresso nel Suo saggio “Il terzo pilastro. Il non profit motore del nuovo welfare”.

La Sussidiarietà vera, operativa ed “applicata” nel contesto socaile ed economico, è il primo elemento essenziale per un valido impegno sociale dell’oggi e che guarda all’immediato domani .
Tutti parlano di Sussidiarietà; i seminari si susseguono ma poi non viene quasi mai applicata correttamente.
Per avere un riferimento preciso, suggerisco di andare a leggere le pagine del Compendio della Dottrina Sociale, un vero manuale sociale che –al di là delle personali convinzioni religiose- dovrebbe essere punto di riferimento per tutti gli operatori del sociale e del “terzo settore”.
La Sussidiarietà è sancita nell’ordinamento europeo come punto essenziale nei rapporti tra lo Stato e la società. Il Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992) dichiara che il principio di sussidiarietà é la direttrice fondamentale che guida il processo di formazione dell'Unione Europea.

Oggi il principio di sussidiarietà è entrato a far parte dell’ ordinamento giuridico attraverso il diritto comunitario, onde essere poi implementato in forme sempre più estensive sino al punto di essere direttamente incorporato nella Costituzione italiana con l’articolo 118.

Ma cosa è realmente la “sussidiarietà” ?Tutte le società di ordine superiore (es. lo Stato) devono porsi in atteggiamento di aiuto (quindi di sostegno, promozione e sviluppo) rispetto alle minori (la Famiglia, gli Ordini professionali, i Sindacati…)”….

Giorgio Vittadini, docente all’Università Bicocca di Milano e Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, nel saggio “La sfida del cambiamento” (ed. BUR) ha evidenziato come la crisi del welfare così come lo abbiamo conosciuto negli anni passati, “non è solo una crisi di risorse, ma è soprattutto una crisi di concezione che, invece di sostenere la socialità, l’ha indebolita”…
Non dobbiamo dimenticarci che una miriade realtà di base (cooperative, banche rurali e popolari, mutue, società assistenziali…) nel passato hanno creato il nostro Paese “dal basso” –come evidenzia Vittadini- creando una ricca welfare society che ha preceduto il welfare state; oggi –con le dovute variazioni sul tema- bisogna ridare forza ad una politica sussidiaria che vede una sintesi tra Stato, mercato e terzo settore. Il primo attore è proprio “la Famiglia” anche con la propria funzione di “mediazione sociale”.

Professionalità ed Efficienza sono glia altri aspetti essenziali per una efficace azione del nuovo sociale. Bisogna riuscire a “far quadrare i conti” ragionando in una nuova ottica d’azione, guardando all’assistito andando oltre all’ottica passiva ed elusivamente assistenzialistica.
Abbiamo necessità di operatori sociali altamente professionalizzati ma anche pronti a mettersi in discussione senza rimanere ancorati a sterili modelli lavorativi del passato; modelli destinati a scomparire a brevissimo periodo.

Bisogna essere pronti a dare sempre nuove risposte a sempre nuove esigenze che il mercato ci pone. Bisogna dare risposte sempre efficaci ai bisogni della gente….ai bisogni dell’Umano.
Chi lo comprende avrà futuro. Chi rimane ancorato al passato è out !




Riferimenti

§  Compendio DSC libreria Editrice Vaticana
§  La Dottrina Sociale della Chiesa – J.M.I. Langlois – Ed. Ares Milano
§  La sfida del cambiamento – Vittadini – Ed BUR


*Ivan Simeone, Direttore provinciale della “Confartigianato Imprese Latina” e membro del CdA del Patronato INAPA nazionale.

martedì 19 dicembre 2017

Che si risolva la questione delle Suore di San Marco. La scuola materna parte della nostra comunità cittadina !

Dalla parte delle Suore di San Marco, 
senza se e senza ma....

Continua l'incertezza sulla scuola materna di San Marco.
Per decenni le nostre Suore hanno formato intere generazioni di ragazzi. L'asilo San Marco (scuola materna) è stato il fiore all'occhiello per l'insegnamento materno di Latina.... ed ora? Grazie a cavilli e burocrazia gli si dice chiaramente alle Suore di "fare le valigie", senza tanti se e ma..... poi la forma è perfettamente legale !
E' giusto tutto ciò ? Perchè l'Amministrazione di Latina non si siede intorno ad un tavolo e cerchi -in vero spirito sussidiario- di trovare una reale soluzione al problema ?
Noi vogliamo credere al Sindaco Coletta che realmente desideri il "bene comune" per la nostra comunità cittadina; l'esperienza delle Suore di San Marco sono parte del "bene comune" della nostra Città. Che si trovi veramente una soluzione, senza arroccarsi su circolari ed articoli di legge...la forma è essenziale ma la sostanza non è da meno.

domenica 29 ottobre 2017

Welfare, Nuovo Sociale e Confartigianato....una riflessione !



Territorializzazione del Welfare 
e Nuovo Sociale di Confartigianato.
Il possibile "ruolo attivo" dell'Artigianato !

"Settimane sociali" di Cagliari e Terza Conferenza nazionale della "Famiglia": 
due avvenimenti essenziali sottaciuti dalla stampa ufficiale....

di Ivan Simeone

In questi giorni dobbiamo registrare due avvenimenti che, per il nostro mondo "sociale", devono avere una considerazione ed una attenzione certamente non secondaria.
Mi riferisco alla "Settimana Sociale" della CEI, che si è celebrata a Cagliari in questi giorni, ed alla Terza conferenza nazionale della "famiglia", ad opera dell'Osservatorio nazionale  sulla Famiglia, due avvenimenti che la stampa ufficiale ha di fatto sottaciuto. Questi momenti di confronto e di analisi, di fatto, secondo i primi resoconti che ci giungono, ci riportano appieno alle basi concettuali che stanno spingendo la nostra "Confartigianato" a guardare ad un "Nuovo Sociale" che abbia come punto focale "la Famiglia" nella sua interezza e la "Persona" come realtà valoriale.

Molto spesso siamo portati a ragionare sui tanti aspetti pratici, sul come condurre al meglio i nostri Enti di servizio quali i patronati, le Organizzazioni sindacali per la terz a età, gli Enti di promozione sociale, i CAAF...tutti aspetti più che essenziali per ottimizzare il servzio nell'efficacia e nel rispetto del proprio ruolo sociale ma anche guardando alla sua economicità. Però, forse, non sempre accendiamo i riflettori sui "motivi primi" che stanno alla base del nostro impegno quotidiano.
I sei principi per le politiche familirai, proposte dall'Osservatorio, sono oggi più che mai vicine alla nostra esperienza associativa: personalizzare i servizi, co-produrre i servizi con e per le famiglie, policentrismo e pluralismo, territorialità,politiche durevoli nel tempo, impatto familiare...tutti aspetti condivisibili e da fare propri nella nostra azione politico-sindacale....ma perchè non parlarne insieme ?

Ecco che, come scrive Riccardo Prandini, su "Noi Famiglia" di Ottobre, "gran parte dei bisogni delle famiglie, trova una risposta a livello dei territori e dei servizi che quì vengono erogati .......In altri termini, continua Prandini, la territorializzazione del welfare e i dispositivi di welfare aziendale e di conciliazione, rappresentano la struttura operativa effettiva che serve a tradurre i capitali potenziali della famiglia (umano, sociale ed economico) in reali opportunità di cittadinanza attiva e di crescita socio economica".... ecco che siamo tutti chiamati ad una profonda responsabilizzazione e di operare confrontandoci con le Istituzioni locali e le altre realtà associative familiari dei nostri territori.  

Molti i temi sul piatto del confronto: le politiche per la non autosufficienza, il "Dopo di noi", le politiche per i monori non accompagnati, le politiche di contrasto alla politrica di genere (che non vuol dire gender !), l'impatto delle politiche socaili sulla famiglia, politiche di conciliazione famiglia-lavoro...... 

Sulla stessa linea il messaggio che scaturisce dalla Settimana Sociale di Cagliari, l'importante e vento voluto dalla CEI, la Chiesa italiana, incentrando la sua riflessione sull'emergenza lavoro. Una delle tematiche affrontate è stata quella della "formazione", altra tematica cara a noi di Confartigianato. Noi di Latina da tempo stiamo cercando di lanciare messaggi propositivi, grazie ad interventi di orientamento nelle scuole superiori del territorio. Segnali importanti e input sono arrivati da Giorgio Vittadini, Presidente della "Fondazione della Sussidiarietà" , già nostro ospite a Latina, e dal Presidente nazionale delle ACLI Roberto Rossini. In sintesi si guarda con sana insistenza ad unire sempre più la conoscenza tecnica  con una esperienza valoriale, collegando la formazione con il lavoro reale. Le Settimane Sociali chiamano anche la Chiesa ad un impegno "attivo" sul problema occupazione e lavoro. Carlo Costalli, Presidente nazionale dell' Mcl, il Movimento Cristiano Lavoratori, da sempre attivo e presente anche in ambito squisitamente socio-politico, ha fatto una forte denuncia sulla troppa evasione fiscale che c'è in Italia, chiedendo una attenzione per il regime fiscale delle famiglie e del lavoro ed una attenzione al mondo delle imprese. 
Ora attendiamo gli atti ufficiali di questa importante edizione delle "Settimane Sociali", ma la strada si intravede. Ora dai principi e dalle analisi si attendono i fatti concreti !







lunedì 23 ottobre 2017

Emergenza Acqua: verso quale gestione sostenibile .....



“Emergenza Acqua”
Verso quale gestione sostenibile delle risorse idriche ?
Riflessione pubblicata sul notes "Le risorse idriche nelle attività produttive" 
Ottobre 2017 di Confartigianato Imprese Latina

di Ivan Simeone
Direttore “Confartigianato Imprese Latina”

“A lungo termine la lotta per l’acqua sarà più drammatica di quella per il petrolio.
Per il petrolio ci sono dei sostituti, ma per l’acqua non ce ne sono”.
Prof. Gotthilf Hemple*
 Premessa

Parlare di “acqua” potrà sembrare banale ma oggi è una tematica “primaria” per la nostra comunità e già dobbiamo rilevare i primi segnali di “emergenza idrica”.
Permettetemi, sommessamente, alcune riflessioni anche se non sono un tecnico del settore ma un cittadino cui sta a cuore il proprio territorio con le sue risorse.

L’aumento della popolazione mondiale e la crescita economica esercitano pressioni senza precedenti sull’ambiente, sui sistemi sociali e sulle risorse disponibili. La mancanza di acqua si è dimostrata un ostacolo allo sviluppo  economico in molte parti del mondo ed al raggiungimento di una accettabile qualità della vita in altre.

L’acqua è al 97% salata e al 3% dolce. Malgrado la teorica sovrabbondanza, il 60% delle risorse idriche si concentra in 9 paesi ed 80 paesi soffrono decisamente di penuria di acqua. Circa un miliardo di persone consumano l’86% delle risorse idriche disponibili, mentre due miliardi di persone vedono nella mancanza di acqua potabile circa il 90% delle cause di malattia.

Alcuni stimano che entro il 2032 cinque miliardi di individui dovranno convivere con la scarsità di acqua.
Si ritiene pertanto essenziale in ogni comparto produttivo, evidenziare un corretto utilizzo delle risorse idriche.
Essenziale è una comunicazione sull’uso consapevole e responsabile dell’acqua e della sua preservazione, come fonte sostenibile di vita e come rinnovabile risorsa che può, se bene utilizzato, continuare ad essere “fonte di vita”, partendo dalla dimensione locale e territoriale.

Il nostro ruolo di Associazioni datoriali, corpi sociali intermedi, è anche quello di avviare una campagna di promozione della conoscenza approfondita del problema, anche un approfondimento della conoscenza delle leggi che in Italia e, in particolare sul territorio della nostra Regione Lazio, affrontano queste problematiche, con particolare attenzione al problema dell’uso corretto delle fonti idriche, del controllo degli scarichi in acque profonde e di superficie, del controllo continuo dell’inquinamento dei suoli e della bonifica dei suoli ormai inquinati da secoli di aberranti usi industriali e zootecnici di vaste superfici del nostro territorio, del controllo dell’inquinamento dei mari e delle acque interne, per impedire il perdurare di situazioni ormai entrate nella prassi corrente e l’instaurarsi di situazioni inquinanti nuove.

Siamo nel 2006 ….

Già con il “Rotary Club Latina”, nel 2006, con la supervisione dell’Architetto Luigi Maria Mastroianni, (il sottoscritto era all’epoca membro della Commissione progetti, Presidente del Club Giorgio Loddo) si avviò sul territorio un primo progetto di sensibilizzazione: “Le vie dell’acqua non sono infinite”.
“Il continuo aumento dei fabbisogni della risorssa acqua –si legge in un documenti del progetto- riteniamo debba essere affrontato tempestivamente con strategie idonee, per consentire un armonico sviluppo economico (…) …Le trasformazioni economiche vorticose –continua il documento del Rotary Club Latina-  che hanno interessato anche il nostro territorio sono state rilevanti per la quantità e qualità degli insediamenti residenziali, produttivi, agricoli, infrastrutturali, tanto da arrecare conseguenze di impatto ambientale …..Il regime idraulico che regimenta le acque, di per se vulnerabile per problematiche tecnologiche, manutentive e normative, necessita di interventi di sostegno e di integrazione con le risorse e le necessità del territorio”.

Era il 2006. Oggi siamo al 20 ottobre 2017 e la situazione territoriale, delle nostre Città pontine, sono cambiate ?

Secondo glie esperti uno dei problemi cui ancora non si è data una soluzione ferma e certa è la mancanza di una appropriata e fluida governance del settore idrico; mancano probabilmente strategie efficaci e concrete. Abbiamo necessità di un’unica Autorità identificabile che possa governare realmente le politiche delle acque.

Misteriosa è l’acqua….

Quando parliamo di “acqua”, la nostra mente ci fa volteggiare tra mille aspetti; da quelli meramente produttivi a quelli legati alla salute ma anche alla sua origine misteriosa ed esoterica. Acqua “oro blu”, acqua fonte della vita …..

Mi torna alla mente la bella mostra sulle risorse idriche organizzata dalla Fondazione CEUR al “meeting internazionale” di Rimini del 2015. “Misteriosa è l’acqua” ….un percorso che attraversa i secoli e le civiltà; acqua come elemento essenziale della nostra vita.
Acqua come simbolo sacro per tutte le religioni: simbolo di rigenerazione e di fecondità per l’antico Egitto all’acqua come realtà ancestrale per le divinità greche. Funzione magica e divinatoria per la mitologia nordica all’acqua come elemento delle origini per l’ebraismo, segno di purificazione. Nell’Antico Testamento l’”acqua viva” è un simbolo di Dio. Indice di fertilità e punto di partenza della creazione per l’ Islam, strumento di purificazione nelle abluzioni rituali; l’acqua del cielo è simbolo di vita e di resurrezione.
Nella religione scintoista, gli elementi della natura, come l’acqua, è sempre viva e riporta al divino. L’ acqua anche qui la ritroviamo come l’elemento purificatore basilare. Per l’induismo “l’acqua è il luogo cosmogonico e teofanico per eccellenza da cui nascono Dio e la vita …”

Pillole di storia…..

Storicamente tutti conosciamo che le prime importanti opere ingegneristiche strutturali, in ambito idraulico, vennero fatte ad opera del popolo romano e, una volta cadute in disgrazia a causa delle invasioni barbariche, tali opere vennero poi riprese dai Papi dell’epoca. Nell’epoca medievale l’utilizzo dell’acqua, come strumento per migliorare la qualità della vita, camminò pari passo con lo sviluppo del monachesimo, per poi non parlare delle “grandi opere” dell’epoca come i navigli di Milano.


E nei processi produttivi ?
Alcune “buone pratiche”…

Da un punto di vista squisitamente normativo, mi sembra che tutto si incentri intorno alla “legge Galli” 36/1994. Significativo anche il referendum del 2011 sull’acqua dove il 95% dei votanti si è espresso in favore dell’acqua pubblica….ma poi questo referendum è servito a qualche cosa ?
Nel 1992 le Nazioni Unite hanno istituito la giornata mondiale dell’acqua: il 22 marzo di ogni anno … chi se ne è accorto ?

Il ruolo delle risorse idriche all’interno dei processi produttivi è una questione essenziale, come lo è se si va ad analizzare il ruolo dell’acqua nell’ambito agricolo.
“Ridurre il consumo idrico – evidenzia una ricerca della Fondazione ISTUD-  significa dotarsi di nuove tecnologie, più competitive rispetto a quelle presenti sul mercato; ma anche essere preparati ad uno scenario futuro in cui si prevede che il costo dell’acqua aumenterà in relazione alla diminuzione della disponibilità della risorsa”.

Uno dei settori produttivi maggiormente interessati è quello legato alla coltivazione e alla produzione agricola. Anche molti prodotti legati alla trasformazione artigiana devono essere analizzati come, per il nostro mondo delle piccole imprese artigiane, il comparto delle costruzioni….ma il mondo delle “risorse idriche” (in senso lato) e dei problemi correlati, è vastissimo. Parliamo di igiene e sicurezza come di riduzione dei rumori, depurazione delle acque reflue, un utilizzo dell’acqua piovana…..

E’ bene sapere che la quantità di acqua disponibile si è dimezzata negli ultimi 30 anni e si prevede che dimezzerà ancora nei prossimi 10. Si stima che il pianeta andrà incontro ad una differenza tra domanda e offerta a livello globale del 40% entro il 2030.
E quindi ? Cosa fare ? Si sta facendo qualche cosa di reale ? E’ solo business ? Cosa si fa nelle nostre Città ?
Sono questi alcuni degli interrogativi che ci dobbiamo porre ! L’ acqua è certamente un aspetto non secondario di “bene comune”.
I problemi sono molti: controllo non omogenei e non sufficienti, dispersione idrica, mancanza di “educazione all’acqua”…secondo l’ ISTAT nel 2008 la perdita di acqua nella rete idrica ammontava al 47% .

Vi sono anche delle “buone pratiche”. In alcuni comuni della Lombardia sta dilagando il progetto “Case dell’Acqua”, a favore della popolazione, idea nata da alcune società pubbliche quali la Cap Holding, Ianomi, Tame Tasm; ovvero impianti pubblici per l’erogazione di acqua naturale e frizzante, acqua dell’acquedotto controllata. Nel 2011 in Lombardia glki impianti erano ben 244 in 12 Comuni.

Segnali positivi si hanno anche da diverse grandi gruppi aziendali, i quali hanno applicato procedure, programmi e protocolli per un utilizzo sostenibile delle risorse idriche tra cui Coop, Acqua Sant’Anna, Coca-Cola Hellenic, S. Pellegrino, Carrefour, Mutti, Rigoni, Ferrero Spa, Barilla ….

Alcuni dati

Uso dell’ acqua nel mondo

  • 1 miliardo le persone che non ha accesso all’acqua potabile.
  • Dai 3 ai 4 miliardi quelle che non hanno acqua sufficiente e in quantità stabili.
  • 2,5 milioni coloro che sono sprovvisti di servizi igienici.
  • 8 milioni le persone che muoiono a causa di malattie legate all’insicurezza dell’approvvigionamento d’acqua. 1,4 milioni i bambini all’anno che muoiono per malattie causate da acqua contaminata e dall’assenza di misure igieniche adeguate. Uno ogni 20 secondi.
  • 425 litri al giorno per ogni abitante degli Stati Uniti, mentre un abitante del Madagscar ne cosnuma 10 litri.
  • +55% Aumento della domanda mondiale di acqua da qui al 2050, secondo l’Ocse.
  • 215 litri consumo medio pro capite d’acqua potabile al giorno, in Italia. Anche per usi in cui non serve che sia potabile.
  • 140 litri riserva idrica di ogni italiano, contro i 2.200 litri di uno statunitense,
  • i 3.300 litri di un australiano e i 1.100 litri di uno spagnolo, secondo uno studio Kinsey & Co.
  • 40 litri la quantità minima di acqua al giorno per soddisfare i bisogni vitali, secondo l’Oms.
  • 40% della popolazione mondiale vive sotto questa soglia.
  • 300 litri al giorno il consumo medio stimato nei Paesi più ricchi.
  • 1700 metri cubi l’utilizzo pro capite annuo di acqua negli Stati Uniti (compresi usi agricoli e industriali).
  • 250 metri cubi l’utilizzo pro capite annuo di acqua in Africa.
  • 2,5 miliardi le persone che vivono in zone senza acquedotti e senza infrastrutture, secondo il rapporto Onu “UN-Water”.
  • 1 miliardo le persone che non hanno un rubinetto in casa. Tra queste, otto su dieci vivono in aree rurali. Sono 1/3 gli abitanti del pianeta Terra che vivrà in zone in cui l’acqua scarseggia entro il 2030; 2/3 la popolazione mondiale che potrebbe trovarsi in condizioni di “stress idrico” già entro il 2025.

L’acqua in Italia

  • 62 miliardi di metri cubi l’acqua virtuale (quella utilizzata per produrre il cibo e i prodotti di uso comune) che importa ogni anno il nostro Paese.
  • 6 mila litri l’acqua pro capite usata quotidianamente nel nostro Paese nei consumi, secondo il il rapporto Wwf L’impronta idrica dell’Italia“. Acqua che comprende anche quella importata con i beni di consumo e gli alimenti. Il 50% di questa è contenuta nei prodotti di origine animale.
  • 70 miliardi di metri cubi è la misura dell’impronta idrica nella produzione nel nostro Paese, secondo il il rapporto Wwf “L’impronta idrica dell’Italia”. L’85% di questa viene utilizzata in agricoltura, l’8% in produzione industriale ed il 7% in usi domestici.
 
* Prof. Gotthilf Hemple – biologo marino dell’Università di Kiel (Germania), coordina torre della ricerca “Studio globale sulle acque internazionali”.